Perchè stiamo perdendo la guerra contro il cancro

SKMBT_C353 14022015010-001Perchè stiamo perdendo la guerra contro il cancro.

Nel 1971 il Presidente Nixon firmò il National Cancer Act, un ambizioso progetto con cui si delineava la strategia della  “guerra al cancro”, guerra che gli Stati Uniti erano decisi a combattere ed ovviamente a vincere. Erano gli anni in cui l’uomo era arrivato sulla luna , la fiducia nelle potenzialità della scienza era pressochè illimitata e sembrava che con poderosi finanziamenti ogni traguardo potesse essere raggiunto. Erano anche gli anni in cui prendeva corpo l’idea che il cancro fosse una malattia “genetica” e che  nascesse da una singola cellula in qualche modo “impazzita”.
Si pensava che per un “incidente  genetico” casuale  avvenissero una serie di mutazioni a carico del DNA tali da comportare una proliferazione incontrollata ed una sorta di “immortalizzazione” delle cellule figlie.
L’idea era quindi che una sorta di selezione darwiniana conferisse vantaggi in termini di sopravvivenza e capacità di metastatizzare alle  cellule figlie via via sempre  più aggressive e maligne rispetto a quelle di origine con un processo irreversibile che portava infine a morte l’organismo ospite.
Il cancro era ritenuto una malattia dell’età adulta in cui, proprio per l’aumento della speranza di vita, era sempre più probabile che insorgessero mutazioni casuali: in qualche modo il cancro era visto quasi come un  prezzo da pagare al nostro modo di vita ed in definitiva allo sviluppo.
Se l’origine del cancro risiedeva in un danno a carico del DNA era logico quindi pensare di risolvere il problema cercando di svelare tutti i segreti del genoma  e sperimentare terapie che colpissero la cellula nel suo centro vitale, il DNA appunto.
Gli investimenti che furono fatti negli USA ed in seguito anche in altri paesi del mondo occidentale furono a dir poco esorbitanti, ma, come ha scritto nel 2005 in una esemplare lettera aperta un grande oncologo  americano S. Epstein, “dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche, ora evidenti in un uomo su due e in oltre una donna su tre”.
Queste che sembravano pessimistiche considerazioni di qualche medico isolato hanno in realtà trovato autorevoli conferme in un articolo dall’emblematico titolo “ Ripensare la guerra al cancro” comparso a dicembre 2013 nella prestigiosa rivista Lancet (www.thelancet.com). Perchè l’obiettivo non è stato raggiunto? Dove abbiamo sbagliato?
Evidentemente concentrare tutte le risorse sulla  ricerca di terapie, bene e spesso rivelatesi inefficaci  o sulla diagnosi precoce non è stata la strada vincente.
In effetti nuove emergenti teorie sulle modalità con cui il nostro genoma si relaziona con l’ambiente ci fanno capire come anche la nostra visione del problema cancro – e non solo- sia stata estremamente riduttiva e di come quindi dobbiamo radicalmente cambiare il nostro punto di vista se solo vogliamo sperare di uscire da questo empasse.
Si è sempre pensato al genoma come a qualcosa di predestinato ed immutabile, ma le conoscenze che da oltre un decennio provengono dall’epigenetica ci dicono che le cose non stanno così. Il genoma  è qualcosa che continuamente si modella e si adatta a seconda dei segnali – fisici, chimici, biologici – con cui entra in contatto. Come una orchestra deve interpretare uno spartito musicale facendo suonare ad ogni  musicante il proprio strumento, così l’informazione contenuta nel DNA viene continuamente trascritta attraverso meccanismi biochimici che comprendono  metilazione, micro RNA, assetto istonico che vanno appunto sotto il nome di  epigenoma.  L’epigenetica ci ha svelato che è l’ambiente che “modella” ciò che  siamo, nel bene e nel male, nella salute e nella malattia….
L’origine del cancro non risiede quindi solo in una mutazione casualmente insorta nel DNA di una qualche nostra cellula, ma anche in centinaia di migliaia di modificazioni epigenetiche indotte dalla miriade di agenti fisici e sostanze chimiche tossiche e pericolose con cui veniamo in contatto ancor prima di nascere e che alla fine  finiscono per danneggiare in modo irreversibile lo stesso DNA.
L’articolo di Lancet  sostiene che  per vincere la guerra contro il cancro abbiamo bisogno di una nuova e diversa visione del campo di battaglia: per coloro che da decenni si battono per una riduzione  dell’esposizione delle popolazioni agli agenti inquinanti e cancerogeni questa nuova visione del problema ha un unico nome: Prevenzione Primaria che non può essere ridotta solo alle indicazioni riguardanti gli “stili di vita”, ma che deve intervenire energicamente sulla tutela degli ambienti di vita e di lavoro, come ci indicano drammaticamente anche i dati recenti della cronaca italiana!

Patrizia Gentilini
febbraio 2014

 

20 febbraio 2014 at 12:52 Lascia un commento

IL DIRITTO DEL BAMBINO A NON ESSERE INQUINATO

isde

Incontro pubblico tra esperti e cittadinanza

Sabato 22 Febbraio 2014 – ore 09:00 – AUDITORIUM SAN GAETANO – via

Altinate, 71

**********

clicca qui per  visualizzare locandina e programma: 2014 02 22 Il diritto del bambino a non essere inquinato.

L’immissione nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nel sottosuolo di

composti tossici, molti dei quali persistenti e accumulabili negli

organismi viventi favorisce l’insorgenza di varie malattie che

colpiscono maggiormente le persone più fragili, prima di tutto i

bambini. Durante il convegno medici ed altri professionisti che si

occupano anche di ambiente, salute e bambini, daranno, in merito,

informazioni utili, indipendenti e scientificamente attendibili.

14 febbraio 2014 at 08:08 Lascia un commento

XII Giornata Mondiale contro il cancro infantile

MinervaPelti ONLUS

 Riflessioni dell’Ass. Minerva PELTI in occasione della XIIa

Giornata Mondiale contro il cancro infantile 2014

Rabbia, Amore e Ragione contro il Cancro Infantile

Giornata Mondiale contro cancro infantile 2014

Da una parte il grido violento di Daniel, un padre disperato ma lucido, che ha perso il proprio bambino di 4 anni da pochi giorni a causa di un neuroblastoma. Abita nella zona di Recanati dove altri bambini si sono ammalati dello stesso tipo di tumore nel giro di poco più di un anno e altri ne sono morti. Daniel dice: “mi sento arrabbiato e deluso anche contro quei cittadini che non si rendono conto di come le loro abitudini malsane influenzino tanto negativamente l’ambiente nel quale viviamo e non hanno la consapevolezza di avere colpa per la morte dei nostri figli e che resteranno così miopi fino a che non toccherà ai loro di figli augurandomi, senza sensi di colpa, che succeda prima a loro però.

Dall’altra scienziati di fama mondiale dei quali il Lancet, prestigiosa rivista scientifica internazionale, di dicembre 2013 pubblica i lori “nuovi” pensieri su: “.

Ripensare la guerra al cancro .di Hanahan D: “Circa 40 anni fa, è stata introdotta una metafora sul cancro che, essendo un avversario tanto insidioso, era giustificata una dichiarazione di guerra a questa malattia. …nonostante i progressi straordinari nella nostra comprensione della patogenesi della malattia, nella maggior parte dei casi e per la maggior parte delle forme di cancro non è stata vinta questa guerra.

Una seconda metafora era su dei proiettili magici per terapie mirate, basate sulla conoscenza dei meccanismi che avrebbero colpito, con conseguenze devastanti per la malattia .

La realtà, tuttavia, è che le terapie mirate non sono generalmente risolutive e neanche durevolmente efficaci, … Penso che, proprio come nelle guerre moderne, la guerra al cancro abbia bisogno di una nuova visione del campo di battaglia”.

E ancora, sempre su Lancet di Dic 2013, un articolo del Prof. Vineis . e del Prof. Wild dal titolo: “Modelli globali del cancro : cause e prevenzione” gli stessi autori affermano tra l’altro che: “la

prevenzione primaria è un modo particolarmente efficace per combattere il cancro, e che tra un terzo e la metà dei tumori potrebbe essere prevenuto, sulla base delle attuali conoscenze dei fattori di rischio . La prevenzione primaria ha inoltre diversi vantaggi: avrebbe benefici anche per le persone diverse da quelle direttamente interessate dal tumore, infatti evitare l’esposizione ad agenti cancerogeni è in grado di prevenire altre malattie … La prevenzione primaria deve quindi essere la priorità e divenire parte integrante del controllo globale del cancro”.

Due mondi estremamente distanti tra loro ma che hanno entrambi compreso, chi sulla propria pelle e chi attraverso la propria esperienza professionale, come sia necessario affrontare la guerra al cancro con un cambiamento radicale della cultura civile e dell’impostazione scientifica.

Daniel invoca una

rivoluzione culturale della società civile, a cominciare dai singoli cittadini e lavoratori che non possono e non devono più celarsi dietro al non sapevo, non pensavo, ho fatto solo il mio lavoro, sono anni che faccio così, tanto ormai è tutto inquinato, e così via in un crescendo di luoghi comuni che ci hanno reso tutti complici e hanno avvelenato la nostra vita, ma soprattutto quella dei nostri bambini che avrebbero avuto il diritto di trovare alla loro nascita un ambiente salubre e non intossicato e soggiogato alle sole logiche del massimo profitto.

I Professori della Scienza Medica, che con le loro esternazioni finalmente contro corrente raggiungono il risalto della prestigiosa rivista scientifica Lancet, sconvolgono tutto quello che da decenni ci viene detto da altri scienziati al servizio di chissà chi, sulla battaglia contro il cancro. Decenni costati milioni di vite e chissà quanti miliardi finiti in ricerche troppo spesso finanziate da coloro che avevano tutto l’interesse ad ottenere risultati accondiscendenti per il proprio business.

Come può ancora oggi una parte del mondo medico, alla luce di queste morti assurde di bambini innocenti, affermare ad esempio che: “la nostra regione (le Marche ndr) è perfettamente in linea, quanto a incidenza del neuroblastoma, con la media nazionale”. Allora di cosa preoccuparsi, allora non è necessario fare nulla perché è normale che muoiano 2 bambini all’anno e se ne ammalino altrettanti in un’area che conta un pugno di abitanti !!

E se, anche grazie alla medicina moderna, sono sempre di più i bambini che sopravvivono al cancro, questo non può bastarci perché le conseguenze di questa malattia sono spesso devastanti. Grazie alla fiction di RAI 1 “Braccialetti Rossi” di queste settimane, è possibile entrare in contatto con uno spaccato della realtà che ruota intorno alla malattia oncologica dei ragazzi che, sia pur opportunamente adattato ad una visione televisiva in prima serata, fa arrivare il messaggio anche a coloro preferiscono girarsi da un’altra parte e sperare che la malattia non bussi mai alla porta dei loro cari. …

Solo se continueremo a far crescere la consapevolezza circa la possibilità di arrestare questo stato di cose terrificante, attraverso l’applicazione concreta e incondizionata dei sani principi di tutela dei beni comuni inviolabili come quello della salute pubblica, cominciando dal Principio di Precauzione sancito anche dal Trattato dell’Unione Europea, potremo sperare in una inversione di tendenza.

Ma ancora oggi in Italia se muore un bambino per malattia (ne muoiono oltre 500 ogni anno per tumore), questo è giudicato “perfettamente in linea con la media nazionale” e non merita di essere indagato ulteriormente, fino almeno alla indicazione dei possibili fattori che possono aver contribuito all’insorgenza della malattia, cosa che, se opportunamente tracciata e mappata, porterebbe automaticamente all’applicazione del Principio di Precauzione che almeno farebbe rimuovere le possibili fonti di rischio, almeno fino a che il produttore, il fabbricante, l’impresa o chicchessia, dimostrino l’assenza di pericolo, invertendo così l’onere della prova che oggi è chiesta in maniera sempre più arrogante al danneggiato piuttosto che al danneggiante.

Bambini che siete volati in cielo prematuramente a causa dell’ignoranza e dell’ingordigia degli adulti, aiutateci ad andare avanti nella ricerca della verità e della giustizia.

14 febbraio 2014 at 08:07 1 commento

Iniziativa di una mamma: via gli ftalati dai presidi medicali!

ftalati

ftalati

Ha dell’incredibile: mentre sono ormai da anni vietati nei giocattoli per i loro pericolosi effetti sulla salute, poichè agiscono come interferenti endocrini, gli ftalati sono tuttora presenti in moltissimi presidi medicali come cateteri e sondini, usati correntemente anche nei reparti di pediatria e ginecologia. L’esposizione a queste sostanze dal riconosciuto rischio per la salute diventa molto maggiore in caso di persone malate croniche o disabili. Aggiungiamo la nostra voce a quella di Chiara, che chiede a gran voce che si corra subito ai ripari sostituendo i prodotti con altrettanti privi di ftalati o altre sostanze potenzialmente pericolose per la salute.
Scarica e scrivi anche tu al ministro Lorenzin:
 
https://docs.google.com/document/d/1augU6YHt8ZsZyUgFMbrjas-rcWkRdSXeaj0it8WB9vg/edit
 
per maggiori informazioni, guarda questo sito:
 
https://sites.google.com/site/ftalatisanita/

10 gennaio 2014 at 06:24 1 commento

Giornata in memoria di L. Tomatis e cancro nell’infanzia

In occasione della giornata in memoria di L. Tomatis sono state presentate varie relazione presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma.
Durante la giornata è stato confermato  il dato che l’ Italia mantiene una delle più alte incidenze di cancro nell’infanzia al mondo (circa 30 casi in più ogni anno per milione di bambini da 0 a 14 anni) rispetto ad altri paesi occidentali parimenti industrializzati.
E’ stato anche ribadito da molti oratori che il cancro è solamente la punta dell’iceberg di malattie molto più diffuse (dal diabete, ai danni neuropscichici, all’obesità ecc.)  correlabili a danni ambientali.
Nella tavola rotonda si sono susseguiti gli interventi di : Patrizia Gentilini, Paola Negri, Mamme Venafro e  Ass. Onlus Minerva.
A seguire il materiale scaricabile e visionabile in formato PDF. Gentilini Roma 30 sett. 2013

15 ottobre 2013 at 05:30 Lascia un commento

Patologie dovute all’utilizzo o al contatto con i pesticidi

Immagine

Articolo : Caserta rifiuti tumori terra dei fuochi

Comunicato Acp Senato indagine su inquinamento e salute, si comincia dalla Campania

Nuova importante rassegna scientifica sulle patologie dovute all’utilizzo o al contatto con i pesticidi – cancro, malattie del sangue, disturbi neurologici, malformazioni alla nascita, ecc. – in continuo aumento a livello internazionale, tra chi ne fa uso professionale e non.

Pubblicato lo scorso 13 giugno, il Report “Pesticidi e Salute” (PDF, in francese), una raccolta comparativa di dati epidemiologici condotta a livello internazionale dall’Istituto Nazionale per la Salute e la Ricerca Medica (Inserm). Lo studio accerta che in Francia, paese a prevalenza agricola, il 15% della popolazione è esposto e a rischio.

A seguito dell’accurata disamina della letteratura scientifica internazionale, i team scientifico ha concluso che il rischio di malattie legate all’esposizione ai pesticidi è in significativo aumento.

L’associazione tra esposizione professionale a pesticidi e la comparsa del linfoma non-Hodgkin, cancro alla prostata, mieloma multiplo e di Parkinson, è forte per: agricoltori, lavoratori della filiera produttiva agrochimica, utilizzatori generici. Tali fondati sospetti investono anche altre patologie quali i tumori del sistema nervoso centrale.  Nella Gironda,  regione vinicola francese, ad alto spandimento di pesticidi, per esempio l’incidenza di queste malattie è tre volte maggiore rispetto alla percentuale nazionale, con un aumento, tra il 2000 e il 2007, del 17%.

Lo studio ha evidenziato inoltre la vulnerabilità maggiore delle agricoltrici durante la gravidanza. L’esposizione ai pesticidi di genitori che ne fanno uso professionale o domestico, aumenta il rischio di tumori al cervello alla nascita dal 30% al 53%, ma anche d’ipospadia, leucemia, disturbi motori, deficit cognitivi e problemi comportamentali.

Gli autori ritengono che ulteriori  ricerche potrebbero evidenziare collegamenti con altre patologie e chiedono che venga dedicata maggiore attenzione ai rischi per la cittadinanza tutta.

Sarebbe indispensabile quantomeno rendere pubbliche tutte le informazioni sulle composizioni di tutti i prodotti in vendita, cosa che non avviene perché normative comunitarie proteggono il segreto delle formule commerciali.

Il ritiro di alcuni prodotti dal mercato è sì un passo avanti, ma non sufficiente. La persistenza di queste sostanze nell’ambiente e l’accumulo nella catena alimentare è preoccupante, poiché ne raggiunge l’ultimo anello: gli esseri umani.

Pesticidi: produzione mondiale in forte aumento

Mercato. Nel 2011, il mercato globale dei pesticidi ha raggiunto i 33 miliardi di euro, con un incremento del 13,6% rispetto al 2010. Il 27,7% di questo fatturato è generato in Europa; seguono: Asia, America Latina, Nord America e Africa.

Uso. Gli Stati Uniti sono il più grande consumatore mondiale di pesticidi; seguono: India, Francia e Germania. Se facciamo riferimento all’uso per ettaro coltivato, il Giappone è al primo posto (12 kg / ha), seguito dall’Europa (3 kg / ha), gli USA (2,5 kg / ha) e l’India (0,5 kg / ha).

Tipi. In Europa, i pesticidi più usati sono erbicidi e fungicidi.

Scarica il Report “Pesticidi e Salute” in lingua originale (FR)

Leggi il Comunicato Stampa dell’Inserm (FR)

 Leggi anche:

Le Monde. Pesticides: les preuves du danger s’accumulent. (FR)

Ricerca australiana conferma la correlazione tra esposizione ai pesticidi e tumore cerebrale infantile

I neonicotinoidi provocano danno cerebrale anche ai mammiferi

Francia, il Parkinson è “patologia professionale” degli agricoltori

Piemonte: “a causa dei pesticidi tanti agricoltori colpiti da Sla?”. Indagine di Guariniello

Vi segnalo anche che L’Alto Commissariato francese per le Patologie Professionali in Agricoltura (Cosmap) si è pronunciato, lo scorso 18 giugno, sulla necessità di includere nella lista delle patologie professionali agricole il nesso di causalità tra tumori maligni del sangue, le emopatie,  ed esposizione ai pesticidi.

Come nel caso di analogo riconoscimento di nesso di casualità: morbo di Parkinson/pesticidi, nel maggio 2012, il dibattito ha acceso divergenze tra i membri i dell’apposito comitato, il Cosmap: sindacati, rappresentanti dei lavoratori agricoli, associazioni civili, medici e rappresentanti dei ministeri dell’Agricoltura, del Lavoro e della Salute.

In specifico il sindacato agricolo più importante in Francia, FNSEA, ha cercato di intralciare in ogni modo tale ammissione di evidenza scientifica, con l’individuazione della responsabilità conseguente all’uso di molecole chimiche in agricoltura.  

Con un comunicato stampa, pubblicato il 19 giugno, la Federazione Nazionale francese dei Sindacati degli Agricoltori – FNSEA ha dichiarato la sua posizione contraria, affermando che “sia lo Stato che le industrie agrochimiche” hanno già assunto le loro responsabilità in materia.

Il riconoscimento della patologia professionale agricola darebbe diritto ai lavoratori colpiti a percepire un indennizzo, con gravi fiscali sui datori di lavoro e sui lavoratori non impiegati in attività agricole. Questa la giustificazione della posizione del FNSEA che chiede inoltre una “partecipazione condivisa” nell’assunzione di queste responsabilità.

I rappresentanti dei lavoratori agricoli si sono invece mostrati a favore della creazione di questa lista di patologie.

Fonte:

AgraPresse. L’hémopathie due aux pesticides: un nouveau tableau de maladies professionnelles à l’étude (FR)

Leggi anche:

Francia, il Parkinson è “patologia professionale” degli agricoltori

19 settembre 2013 at 01:34 Lascia un commento

V GIORNATA IN MEMORIA DI LORENZO TOMATIS. TUMORI INFANTILI: OPINIONI A CONFRONTO

Si terrà a Roma il 30 settembre 2013, presso l’aula Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, Viale Regina Elena 299, Roma, il convegno TUMORI INFANTILI: OPINIONI A CONFRONTO, organizzato da ISDE e Istituto Superiore di Sanità.
Un evento per onorare la figura e il lavoro di Lorenzo Tomatis,  medico e ricercatore di fama mondiale nel campo della cancerogenesi, scomparso il 21 settembre del 2007 e  Direttore per 11 anni dell’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione. Scienziato brillante e rigoroso, Tomatis ha posto le basi della cancerogenesi sperimentale, intuendo fin dagli anni ’50 l’importanza dell’ esposizione prenatale a fattori tossici e cancerogeni presenti nell’ambiente, quali sostanze chimiche o radiazioni. 

Con instancabile  coerenza e passione ha sempre operato per la difesa della Salute Pubblica attraverso la riduzione/eliminazione dell’esposizione agli agenti inquinanti presenti nell’ambiente o nei luoghi di lavoro (Prevenzione Primaria); con pari determinazione e coraggio ha costantemente denunciato la non neutralità della Scienza, troppo spesso offuscata da conflitti di interesse e non tesa quindi alla tutela della salute e della dignità dell’uomo.

“La Prevenzione Primaria è quella che protegge tutti, il ricco come il povero” affermava Tomatis, “ma purtroppo è bistrattata da tutti, scienziati, politici ed autorità sanitarie”.

Mai come oggi il suo messaggio è attuale, e il convegno “Tumori Infantili: opinioni a confronto” intende da un lato  fare il punto sulla situazione attuale, dall’altra proporre strategie di intervento per affrontare il problema dei tumori infantili e della loro genesi. Fra i relatori, la dottoressa Patrizia Gentilini, portavoce della Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali. Altre associazioni promotrici della campagna (IBFAN Italia, Mamme Salute e Ambiente di Venafro, Minerva PELTI) parteciperanno alla tavola rotonda pomeridiana.

E’ necessario che le Istituzioni comprendano che è indispensabile ed urgente seguire la strada che tanto chiaramente Lorenzo Tomatis ci ha indicato, ovvero rimuovere le cause che provocano il cancro, piuttosto che indirizzare tutti gli sforzi solo a cercare di curarne gli effetti.

L’scrizione al convegno è gratuita. Per informazioni, contattare Annamaria Morace, Paola Tacchi Venturi (corsieconvegni@iss.it)

scarica qui il programma e la scheda di iscrizione: http://www.iss.it/form/index.php?lang=1&tipo=5&a=convegni

18 settembre 2013 at 01:00 Lascia un commento

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