Allattamento e salute del pianeta: un articolo su Il Sole 24 Ore

sole24oreSegnaliamo l’articolo Pillole di Prevenzione: “Allattamento e salute del pianeta” nella sezione Sanità de Il Sole 24 Ore, a firma di Adriano Cattaneo:

Bisognerebbe smetterla di dire e scrivere che l’allattamento fa bene alla salute di mamme e bambini. Caso mai si potrebbe dire e scrivere che non allattare comporta dei rischi per la salute. Allattare è infatti la norma biologica e naturale; allattiamo perché siamo mammiferi. Chi direbbe mai a una leonessa: allatta i leoncini così li proteggi dalle infezioni? Sarebbe ridicolo.

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11 agosto 2015 at 14:43 Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA – ANCHE L’ITALIA DEVE DIRE “STOP AL GLIFOSATO”

logo-aiab firab stop-glifosato-275x234COMUNICATO STAMPA – ANCHE L’ITALIA DEVE DIRE “STOP AL GLIFOSATO”

30_07_2015 glifosato

Manifesto-Glifosato2
Numerose associazioni lanciano una campagna e chiedono a Governo e Parlamento di vietare l’uso del pesticida più utilizzato.
Roma, 30 luglio 2015 – AIAB e FIRAB lanciano il manifesto “Stop Glifosato” e chiedono a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato.
Chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.
Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone il cui Dna è stato manipolato da Monsanto per resistere al suo diserbante commercializzato, appunto, sotto il nome di Roundup® e definito dalla ditta
produttrice “ecologico e biodegradabile”.
Ricordiamo che lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”. La stessa Agenzia ha dichiarato  inoltre che “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio….Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle
cellule umane…”
L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale, finanziando, nella misura 10, l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il
PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno.
In Gran Bretagna tracce di glifosato sono state trovate nel pane di frumento integrale. “In Italia le rilevazioni si quantitativi di pesticidi contenuti negli alimenti e nelle acque vengono condotte in pochissime regioni”, avverte Vizioli, presidente di AIAB. “Una situazione Inaccettabile”.
Nel resto del mondo sono già partite da mesi azioni che applicano il principio di precauzione.
Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno rimosso, la Francia si è impegnata a farlo entro il 2018 e gli stati tedeschi chiedono un divieto su scala comunitaria. L’Autorità danese per l’ambiente e il lavoro lo ha dichiarato come cancerogeno mentre paesi come El Salvador e Sri Lanka lo hanno completamente vietato e in Colombia è stata vietata
l’irrorazione aerea sulle colture di coca”.
IN ALLEGATO IL MANIFESTO “STOP GLIFOSATO” AL QUALE HANO GIA’ ADERITO:
• Associazione biodinamica italiana
• Asso-Consum
• Campagna Nazionale in difesa del latte materno dai contaminanti ambientali
• Federbio
• Forum Italiano dei movimenti per l’acqua
ISDE – Associazione Mediciper l’Ambiente
• Legambiente
• MDC – Movimento in difesa del cittadino
• Navdanya International
Nutrizionisti per l’ambiente
Per aderire al Manifesto “Stop Glifosato” scrivere a
comunicazione@aiab.it
————–
Ufficio stampa AIAB
Michela Mazzali

348.2652565
m.mazzali@aiab.it
http://www.aiab.it

3 agosto 2015 at 15:51 Lascia un commento

Qualche informazione sui pesticidi usati in agricoltura, un volantino di Terra Viva per i genitori

cover-vol-terravivaCondividiamo questo volantino di Terra Viva Verona che riassume importanti informazioni per i genitori: ribadiamo che i bambini, già dalla pancia della mamma, sono purtroppo i più colpiti dagli effetti nocivi di tante sostanze chimiche che si trovano nell’ambiente.

SCARICA IL VOLANTINO

25 luglio 2015 at 14:41 Lascia un commento

Tumori e inquinamento: nel 2050 in Gran Bretagna non uccideranno più. È vero?

Autrice: Dott.ssa Patrizia Gentilini

Fonte: tratto da Il Fatto Quotidiano

Nel 2050 in Gran Bretagna non si morirà più di cancro: questo l’ambizioso obiettivo proclamato alcune settimane fa da alcuni ricercatori del Regno Unito ed ripreso con grande enfasi dalla stampa «Overcoming cancer in the 21st century». Secondo i ricercatori l’obiettivo varrebbe per tutti, ad eccezione degli ultaottantenni, purché si aumentassero i finanziamenti per la cura del cancro e si abbandonasse l’idea di razionare nuovi e promettenti terapie per mancanza di fondi. Lungi da me l’idea che non si debba garantire l’accesso alle terapie o che  non si debba proseguire nella ricerca oncologica, ma qualche considerazione al riguardo sorge spontanea. Intanto perché considerare come grande risultato quello di “non morire” di cancro e non piuttosto quello di “non ammalarsi”? Sarebbe forse una utopia di cui non vale neppure la pena parlare? Credo proprio di no se solo riflettessimo con obiettività su quanto è stato fatto fino ad ora. (altro…)

29 marzo 2015 at 14:33 Lascia un commento

Inquinamento, quanto ci costa?

Articolo di: Dott.ssa Patrizia Gentilini

Fonte: articolo originale tratto da Il Fatto Quotidiano

Un recentissimo articolo “Estimating Burden and Disease Costs of Exposure to Endocrine-Disrupting Chemicals in the European Union“, pubblicato su J Clin Endocrinol Metab 2015, ha quantificato i costi monetari per i danni alla salute provenienti dall’esposizione a sostanze chimiche con azione di “interferenti endocrini” nell’Unione Europea. Il  termine “interferenti endocrini” (Ie), introdotto per la prima volta nel 1991, contempla tutte le sostanze che interferiscono con sintesi, secrezione, trasporto, azione, metabolismo o eliminazione degli ormoni. Il meccanismo d’azione presuppone quindi la possibilità di  interferire con la capacità delle cellule di comunicare tra loro attraverso gli ormoni e vastissima è la gamma di effetti negativi per la salute che ne possono conseguire.

L’Istituto Superiore di Sanità definisce Interferente Endocrino come una “sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione”. (altro…)

29 marzo 2015 at 14:28 Lascia un commento

Ci vuole rispetto per le bambine ed i bambini

ATT00031La protezione della salute dei bambini dagli effetti dell’inquinamento ambientale è una priorità di sanità pubblica” (Epidemiol Prev 2014;38 (2) Suppl); per questo motivo i medici hanno il dovere di pronunciarsi, per tutelare i pazienti ed i cittadini da quello che sta accadendo e che è stato definito un vero e proprio “attacco alla biosfera” o “attacco al creato” perpetrato tramite l’immissione negli ecosistemi di oltre 100000 nuove molecole chimiche, non presenti in Natura fino a 50 anni fa, derivanti per lo più dalla produzione industriale e determinanti il CARICO CHIMICO GLOBALE cui i corpi biologici sono quotidianamente sottoposti. Secondo un rapporto dell’Agenzia Americana di Protezione Ambientale (EPA) si stima che su oltre 3000 composti chimici di natura organica prodotti o importati in quantitativi superiori alle 450 tonnellate, solo per il 7% di essi erano disponibili dati di tossicità generale completi ed esaustivi (http://www.epa.gov/hpv/pubs/general/hazchem.htm).

La comunità scientifica ha riconosciuto i bambini come i soggetti più vulnerabili tra gli ESPOSTI. Ci stiamo facendo obbligo di consigliare con competenza i decisori politico amministrativi ad applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, cioè misure cautelative che prevengano il rischio anche quando questo non sia ancora quantificato. Un esempio caratteristico è il rischio derivante da composti chimici, migranti dalle plastiche, negli alimenti.

Ne parliamo perché come medici nessuno abbia a dirci: ”tu lo sapevi, e non me lo hai detto!”…

Ne parliamo perché crediamo che i cittadini debbano essere informati sui rischi certi e potenziali,

e le Istituzioni abbiano il compito di proteggerli (PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’).

Ci atteniamo all’art 123 del regolamento REACH (CE n.1907/2006) che stabilisce che i cittadini dell’Unione Europea debbano essere informati dalle autorità sui rischi che le sostanze chimiche comportano, ai fini della tutela della salute e dell’ambiente.

Facciamo riferimento in questo documento al Progetto Conosci, riduci, previeni” del Ministero dell’ambiente e Istituto Superiore di Sanità, al documento IBFAN alimentazione dei bambini e residui chimici, alla CONVENZIONE DI STOCCOLMA, al documento WHO UNEP 2012 “Endocrine disrupting chemicals-2012”, Istituto per lo Studio e controllo Tumori Ramazzini “possibili rischi per la salute derivanti dalla contaminazione degli alimenti per migrazione di composti dai contenitori di plastica” (Agosto 2014).

Estratto apri il testo completo in pdf ISDE definitivo(1)

ISDE

Dott Stefania Bernacchi

Dott Luciana Colombo

 

8 marzo 2015 at 14:26 1 commento

Campi elettromagnetici, l’appello di medici e scienziati contro l’innalzamento dei limiti

Autrice Dott.ssa Patrizia Gentilini

Tratto da Il Fatto Quotidiano: vai al link

Sta suscitando notevole dibattito in questi giorni sia nella comunità scientifica che in associazioni e comitati  la possibilità che il governo modifichi- innalzandoli- i limiti attualmente in essere per la protezione della salute umana dall’esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti (CEM).

Al riguardo, una lettera aperta è già stata sottoscritta da numerosi ricercatori e studiosi. Il dibattito sui rischi per la salute umana da esposizione a CEM è, come in numerosi altri settori, ancora aperto e le diverse posizioni fra chi sostiene la loro innocuità e chi viceversa li considera fonte indubbia di pericolo si fondano su considerazioni e studi scientifici che bene e spesso giungono a conclusioni diametralmente opposte, ingenerando inevitabilmente confusione in chi vorrebbe capire come stanno davvero le cose. (altro…)

1 marzo 2015 at 17:41 Lascia un commento

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