Gent.mo Consigliere Regionale… lettera aperta ai Consiglieri della Toscana

2 maggio 2012 at 17:07 Lascia un commento

Il 28 aprile le portavoci della Campagna hanno inviato questa lettera a tutti i Consiglieri Regionali della Toscana:

Gentile Consigliere Regionale,

Le scriviamo quali portavoce della “Campagna Nazionale in difesa del Latte Materno dai contaminanti Ambientali” (www.difesalattematerno.wordpress.com). La Campagna, sorta da una rete di società scientifiche, genitori e associazioni che promuovono l’allattamento, nasce dal desiderio pressante di proteggere i nostri figli dai danni derivanti dall’inquinamento ambientale, a partire da quelli contenuti nel latte della propria madre.

Infatti questo Bene Comune di inestimabile valore, fonte di salute e benessere per madri, bambini, società e ambiente, è oggigiorno minacciato di contaminazione da tossici ambientali, tra i quali le diossine.

La campagna ha individuato alcuni concreti obiettivi tra cui la sostituzione di pratiche inquinanti, antiecologiche ed antieconomiche quali l’incenerimento di rifiuti e biomasse, con pratiche virtuose quali la riduzione, il recupero, il riciclo e la trasformazione a freddo dei materiali. Ed è proprio a proposito di tale obiettivo che desideriamo attirare la Sua personale attenzione.

Del tutto recentemente al Parlamento Europeo sono stati approvati due importanti rapporti su ambiente e biodiversità: in particolare, nell’ambito del Settimo programma sull’Ambiente, si legge che la Commissione deve prevedere ”obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati. Oggi la possibilità di recuperare al 100% anche frazioni difficili quali pannoloni /pannolini e simili è ormai realtà (1).

Ci sembra, purtroppo, che le volontà della Giunta Regionale Toscana siano ben lontane da questa strategia e Le chiediamo pressantemente di riflettere sulle conseguenze che le scelte del Consiglio Regionale in tema di incenerimento comporterebbero perché l’incremento della quota di rifiuti incenerita non potrà che aggravare una situazione già estremamente compromessa quale, ad esempio, quella della piana fiorentina, con conseguenze devastanti per la salute, specie dell’infanzia. I rischi legati all’incenerimento di rifiuti, anche in impianti che rispettano i limiti emissivi, sono infatti ormai ampiamente documentati a livello scientifico mondiale.

A questo proposito un recente studio condotto in Francia (2) ha evidenziato un rischio statisticamente significativo quasi triplo (OR = 2.95, CI 1.47 – 5.92) di malformazioni urogenitali per i nati da madri maggiormente esposte dal 1°-4° mese prima del concepimento fino alla fine del 3° mese di gestazione alle diossine emesse da 21 inceneritori. Un altro recente studio sempre del 2010 (3) ha indagato sulla comparsa di autismo in relazione ad esposizioni ambientali, dimostrando un aumento di rischio statisticamente significativo per esposizioni a inceneritori anche per questa patologia. Per non parlare dello studio Moniter (2011) della Regione Emilia Romagna che ha riscontrato un aumento del rischio di nati pretermine, coerente con l’aumento dell’esposizione agli 8 inceneritori presi in esame, ma anche un aumentato rischio di aborti spontanei, di malformazioni nel loro complesso e di bambini di basso peso per l’età gestazionale.

Sempre a proposito di incenerimento di rifiuti ci appare poi del tutto paradossale il tentativo di modificare gli articoli 141 e 142 della LR 66/2011: ciò rappresenterebbe un gravissimo arretramento rispetto ad una legge che era stata salutata dai più come una concreta risposta alle tragiche vicende accadute in Lunigiana. Con la modifica proposta si vorrebbe favorire, tra l’altro, la costruzione dell’inceneritore di Selvapiana in Val di Sieve su un’area golenale, di pertinenza fluviale e soggetta ad esondazioni ricorrenti, classificata dal PAI come “area a pericolosità idraulica molto elevata ed elevata” (PI4 – PI3), opera per cui è già stata emessa una sentenza del TAR Toscana contraria all’impianto, anche se si è in attesa dell’esito dell’appello.

Ricordiamo ancora le parole del Presidente Rossi che aveva perentoriamente affermato dopo i lutti per le alluvioni di Aulla: “C’è poco da fare nel passato si è costruito male e dove non si doveva. A me interessa che tutti insieme si riesca a cambiare questa politica. Proprio per dare concretezza a questa scelta, abbiamo fatto una legge regionale con cui si bloccano le costruzioni in tutte le aree a rischio idraulico. È una scelta di buon senso, un intervento di prevenzione del rischio. Lo dico con franchezza ci sono già proteste contro questa decisione, che io definisco di buon senso. Dico subitoche non cambierò idea e finché sarò presidente questo provvedimento resterà in vigore.”

Non possiamo neanche pensare che si voglia stravolgere l’impianto di questi articoli per tentare di concedere un salvacondotto alla realizzazione del progetto dell’impianto di Rufina e Le chiediamo di considerare che non è certo con aggiustamenti di legge frettolosamente messi in atto che le costruzioni e i manufatti diventano magicamente compatibili con le esigenze di espansione dei corsi d’acqua! La Natura deve essere rispettata, se non vogliamo subire conseguenze sempre più tragiche: le ricorrenti catastrofi, come pure le malattie e le sofferenze che ne conseguono, non sono punizioni divine ma derivano dall’incuria legislativa e dalla superficialità con cui si accordano deroghe ed eccezioni.

Ci permettiamo di ricordarLe che: “abbiamo ricevuto la Terra in prestito dai nostri figli” e che il livello di civiltà di una Nazione si misura sullo stato di salute e benessere della sua infanzia, dal momento che l’infanzia rappresenta la risorsa più importante di un paese ed il futuro di tutti noi.

Confidiamo che Lei farà tutto quanto in suo potere perché la Toscana faccia proprie le istanze del Parlamento Europeo in materia di gestione dei rifiuti, rinunciando alla costruzione/ampliamento di impianti di incenerimento e soprattutto evitando di modificare gli articoli 141 e 142 della LR 66/2011, con un voltafaccia che esporrebbe la Regione Toscana al discredito e al disdoro sulla scena nazionale e in ambito internazionale.

La ringraziamo per l’attenzione e a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le inviamo cordiali saluti

Le portavoce della Campagna Nazionale in Difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali.

Dott.ssa Paola Negri                                                    Dott.ssa Patrizia Gentilini

Firenze 28 aprile 2012

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