In ricordo di Michelangiolo Bolognini

3 settembre 2012 at 05:28 1 commento

Michelangiolo, il  compagno di una vita di Adriana, l’amica cui dobbiamo l’idea del logo della Campagna, è morto venerdì notte.

Michelangiolo aveva 58 anni, era Medico del Lavoro ed Igienista a Pistoia ed era un punto di riferimento a livello nazionale per tutti coloro che si occupano di difesa della salute pubblica e tutela dell’ambiente, era fra gli autori dell’articolo: ” latte materno, diossine e PCB”.
Spero di riuscire più avanti, quando sarò più lucida e meno sconvolta da questa morte, ad esprimere quello che ho ricevuto da lui in questi anni in cui l’ho conosciuto da vicino ed in cui è nata – cosa rara quando non si è più tanto giovani – una amicizia ed una stima profonda.

Ora vorrei solo riuscire a delinearne, per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo, quelle qualità che lo rendevano, non solo ai miei occhi, una persona assolutamente unica.

Umanamente era estremamente generoso, sempre pronto a mettere il suo tempo e le sue competenze a disposizione di cittadini ed associazioni impegnate nel difendere il proprio territorio da insediamenti inutili e nocivi ( a cominciare dagli inceneritori di rifiuti, per lui emblema della assurdità del nostro mondo!).

Aveva un carattere da toscano “doc”: non sopportava l’ipocrisia, combattente per natura ed armato di una dialettica senza pari, non faceva “sconti ” a nessuno, i suoi giudizi erano spesso taglienti e contro corrente: non sopportava, ad esempio, che l’attenzione fosse sempre e solo rivolta alla CO2 e non alle sostanze di documentata tossicità e cancerogenicità (metalli pesanti, diossine etc) che appestano il nostro ambiente ed i nostri corpi; per questo era indubbiamente una persona scomoda a molti, sia dentro che fuori il “sistema” .

Per Michelangiolo fare il medico voleva dire operare per la Prevenzione Primaria ed aveva fatto sue queste parole di Ivan Illich che di recente aveva ricordato ad un amico: “La salute per Ivan Illich, pensatore critico della medicalizzazione nei “favolosi” anni ’70 del secolo scorso, era … “semplicemente una parola del linguaggio quotidiano che designa l’intensità con cui gli individui riescono a tenere testa ai loro stati interni ed alle condizioni ambientali”… mentre per quanto riguarda “un popolo”, la salute dipende …”dal modo in cui le azioni politiche condizionano
l’ambiente e creano quelle circostanze che favoriscono in tutti, e specialmente nei più deboli, la fiducia in se stessi, l’autonomia e la dignità”.

Michelangiolo aveva una intelligenza raffinata e lucida, non si fermava mai alle apparenze, la sua cultura su tanti campi anche non medici (storico/economico/filosofico/politico…) era vastissima e soprattutto aveva un rigore morale che non conosceva sbavature.

I suoi articoli erano sempre puntuali e documentati, ricordo quello sul Ponte ” Camorra di Stato e stato di emergenza, il caso dei rifiuti in Campania”, in cui infrangeva luoghi comuni e svelava scomode verità ignorate dall’informazione corrente.

Ma Michelangiolo era anche altro ed ha fatto onore al nome che portava per la sua vena artistica e la sua creatività: dal forgiare gioielli, al dipingere vetrate ispirandosi all’arte giapponese, dalla composizione di pavimenti e rivestimenti della sua casa con l’utilizzo di solo materiale di recupero al restauro di cocci abbandonati ricostruendo splendide sculture che disseminava dentro e fuori la sua casa.

Casa che rispecchiava in pieno il suo padrone: difficilmente accessibile, immersa in una boscaglia, abbarbicata com’è su una scoscesa altura delle colline toscane, ma da cui l’orizzonte è sconfinato e la vista spazia fino alla cupola del Duomo di Firenze.

La malattia di Michelangiolo è durata pochissimi mesi: ha saputo a luglio di doversi operare al pancreas, il 10 agosto è stato operato e domani faremo il suo funerale; mi sembra ancora tutto inverosimile, come se fosse un bruttissimo sogno. Anche in questa circostanza comunque Michelangiolo è stato bravissimo, coraggioso, lucido, razionale, documentato nei minimi particolare su ciò cui andava incontro e deciso a giocare fino in fondo anche questa battaglia per vincerla…..

In effetti era già in piedi dal terzo giorno dell’intervento e venerdì alle 22, quando si è collassato per una emorragia, stava guardando la televisione.

E’ stato riportato in sala operatoria e rioperato nel giro di pochi minuti ma poi si è verificato un arresto cardiaco da cui non si è più ripreso. Non riesco a dirvi altro, la sua compagna Adriana e la sua adorata, bellissima figlia di 17 anni, Francesca, sono in una voragine di disperazione…. ma anche in chi l’ha conosciuto da vicino il vuoto e la desolazione sono davvero immensi. Abbracciamo davvero forte Adriana e Francesca, speriamo di essere in grado di raccogliere la sua eredità e continuare le battaglie cui Michelangiolo ha dedicato la vita.

Vi saluto con le parole con cui amava chiudere le sue mail: “salute, ce n’è bisogno…”

Patrizia Gentilini

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Un video e un articolo di Patrizia Gentilini La Campagna allo ZERO WASTE FLORENCE ALTERMEETING

1 commento Add your own

  • 1. L’eredità di Michelangiolo | IL LAVORO DEBILITA  |  7 gennaio 2013 alle 10:36

    […] Bolognini: Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia , Medicina Democratica, Campagna nazionale per la difesa del latte materno dalla contaminazioni ambientali, Comitato Ambiente Diecimo-Valdottavo,  Valdarno sostenibile,  Comitato per la chiusura […]

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